Terre dell' aglianicone

Il Progetto Aziendale "Terre dell'Aglianicone" nasce con l'intento di riportare alla coltivazione l'Aglianicone, antica varietà di vite.

L’ Aglianicone scomparve dalla zona Alburni-Cilento per diversi motivi sicuramente uno dei principali fu proprio è la scarsa produzione (Acinellatura Dolce) che ha portato la sostituzione di questo vitigno con varietà più produttive (Barbera, Sangiovese ecc.) e questo è avvenuto sicuramento in seguito all’arrivo della filossera 1931.

L’Aglianicone anche dopo l’abbandono è resistita in ceppi isolati in terreni ormai abbandonati, e grazie anche all’iniziative di privati che hanno conservato e moltiplicato il materiale questa varietà si è conservata fin ad oggi. Noi della Tenuta Macellaro crediamo in questo vitigno e ne stiamo assicurando la valorizzazione nella sua area di elezione. Il primo impianto, realizzato con 3000 ceppi, è nato nel 2012. A questo primo impianto ne seguirà un secondo di 2000 ceppi che verrà realizzato nel 2015.

Il progetto aziendale di valorizzazione dell'Aglianicone fonda anche su conoscenze scientifiche avanzate che sono state trasferite alla Tenuta Macellaro nell'ambito del progetto "Tecnologie avanzate in viticoltura ed enologia per un vino innovativo ottenuto dal vitigno Aglianicone" PSR Regione Campania, Misura 124.
Progetto nell'ambito del quale il titolare della Tenuta, dott. enologo Ciro Macellaro, laureatosi presso l'Università degli Studi della Basilicata, ha svolto la tesi di laurea qui consultabile.


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